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Progetto Sagal
Presentazione Contesto Obbiettivi Azioni Partner Budget

sagal senegal
PRESENTAZIONE :

Il Progetto Sagal-Unità di Trasformazione del Latte ha l´obiettivo di realizzare l´installazione di un´unità di trasformazione industriale del latte con la collaborazione della Confesercenti Senegal-CONFESEN.
La mancanza di una vera rete di raccolta del latte prodotto nelle zone d´allevamento pastorale o agro-pastorale, la bassa produzione durante la stagione secca (pluviometria zero), fanno sì che un progetto debba prendere in considerazione l´insieme della filiera: la produzione, la trasformazione e la distribuzione per poter assicurare un livello di funzionamento costante.

CONTESTO :

Il Senegal è situato nella zona sudano-saheliana dell´Africa occidentale a sud del Sahara. Con una superficie di 196.161mq (circa 2/3 dell´Italia), la sua popolazione di 11 milioni d´abitanti nel 2005 dovrebbe arrivare a 13 milioni nel 2015, con un tasso di crescita di 2.7%.
L´agricoltura è la principale attività economica del paese e contribuisce fino al 20% del PIL e al 23% delle entrate nazionali delle esportazioni. L´allevamento è la seconda grande attività del settore primario contribuendo per il 7.4% del PIL nazionale. Il considerevole aumento della popolazione urbana ha incrementato le necessità alimentari di carne e di latte che superano le produzioni locali.
Il deficit della produzione di latte e derivati ha assunto un carattere strutturale considerando che circa l´80% del fabbisogno nazionale è assicurato dall´importazione.
Nel 2004 sono stati importati 250 milioni di litri in equivalenti latte (per un valore di circa 56 milioni d´euro), pari al doppio della produzione nazionale (114,2 milioni di litri di latte).
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OBBIETTIVI :

Incidere sulle strutture produttive e di distribuzione dei beni di prima necessità, come il latte e i suoi derivati, contribuisce fortemente a combattere lo stato di denutrizione che colpisce parte della popolazione senegalese, ed in particolare i bambini. La mortalità infantile nell´Africa sub-saheliana è, infatti, in aumento, rendendo urgenti interventi di questo tipo. In più, dal punto di vista economico, creare una struttura produttiva in grado di far fronte alle necessità nutrizionali del paese senza dover ricorrere alle importazioni, renderebbe il Senegal maggiormente indipendente, può liberare risorse economiche attualmente impegnate nell´acquisto di prodotti dall´estero, e valorizzare le risorse locali.
Nello stesso tempo creando posti di lavoro per la gestione dell´unità di trasformazione del latte, e riattivando l´intera filiera, si ritiene possibile contribuire alla lotta all´emigrazione dei giovani compatrioti che ultimamente hanno sacrificato centinaia di vite per raggiungere l´Europa via mare.
La creazione di possibilità di lavoro, e di condizioni di vita migliori, diminuirebbe, infatti, i fattori di spinta che portano molti giovani, soprattutto con qualifiche professionali alte ed in età lavorativa, a lasciare il paese.
Questi giovani potrebbero, invece, rappresentare le risorse umane necessarie al Senegal per intraprendere un percorso di sviluppo autonomo.
Tra l´altro, spesso questi giovani, non avendo possibilità di accesso legale ai paesi europei, scelgono la via del mare, rischiando la vita durante il tragitto in condizioni disumane, rischiando di essere rimandati in patria appena arrivati sulle coste europee, e incrementando il mercato illegale di chi si fa pagare somme elevatissime per affrontare un viaggio che non sempre giunge a destinazione. La lotta all´immigrazione clandestina, tra l´altro con alti rischi per la propria vita, non si avrà, dunque, con la chiusura delle frontiere, ma creando possibilità di sviluppo in patria, dunque dando alla popolazione la possibilità di incidere e partecipare attivamente al percorso di sviluppo locale del Senegal.
Questo, allo stesso tempo, potrebbe favorire il rientro in patria degli immigrati senegalesi nei paesi europei che lo desiderano, offrendo loro la possibilità di inserirsi in una struttura produttiva e distributiva organizzata, che necessita di risorse umane da impiegare. L´idea di base è quella di incentivare uno sviluppo socio – economico che parta proprio dalla valorizzazione delle risorse locali, e dalla partecipazione della popolazione.
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AZIONI :

PRODUZIONE:
La popolazione bovina locale in africa sub-saheliana è caratterizzata per la scarsa produzione di latte.
La produzione annuale media è di circa 500 kg per vacca, contro i 4750 kg europei. Fattori come il clima, l´alimentazione, la gestione e il potenziale genetico determinano questi insufficienti rendimenti.
Questa situazione, coniugata con l´assenza di politica di sviluppo della filiera fanno sì che l´industria lattiero-casearia sia costretta ad importare il latte in polvere, trasformato in seguito in latte concentrato zuccherato o non, in latte cagliato, in latte scremato, yogurt e formaggio.
Il presente progetto prevede l´introduzione di razze bovine esotiche per l´approvvigionamento della latteria e in seguito la realizzazione di un programma di inseminazione artificiale per migliorare le performance produttive e riproduttive delle razze bovine locali. Ciò permette di ottenere razze risultanti da incrocio, già dalle generazioni F1, con un livello di rusticità adatto alle condizioni locali di management e d´alimentazione, un potenziale genetico a garanzia di più alti rendimenti produttivi.
Naturalmente, il programma dovrà realizzarsi nel massimo rispetto della conservazione della biodiversità locale.

TRASFORMAZIONE:
L´industria della trasformazione assume una grande importanza socio-economica in Africa sub-saheliana. In Senegal, la localizzazione geografica delle zone d´allevamento (secondo il sistema pastorale o agro-pastorale), l´assenza della rete di raccolta, le condizioni non favorevoli delle vie di comunicazione, la posizione urbana dei mercati, fanno sì che la trasformazione artigianale e informale dominino il settore.
La crescita delle importazioni di prodotti lattiferi, considerando la scarsità della produzione locale, fa pensare che il settore sia redditizio per l´investimento.
Ultimamente minilatterie si sono installate nelle città secondarie vicine alle zone d´allevamento, soffrendo purtroppo di produzione di latte sovente scarsa, del circuito di commercializzazione ridotto perchè all´interno di un territorio non molto esteso.
Un´unità di trasformazione moderna secondo prodotti lattiferi definiti e studiati come lo yogurt, formaggi molli e semi cotti, dessert e gelati, potrebbe far concorrenza ai prodotti importati.
È in fase di realizzazione uno studio completo per mettere in luce i parametri correlati come performance di produzione della mandria che sarà a disposizione, possibilità di coltivazione di foraggio sul sito ed eventuali complementi, riserve d´acqua, disponibilità dell´energia, vie di comunicazione……
Questi dati permettono di scartare incertezze maggiori allo scopo di definire azioni da intraprendere per una politica industriale coerente.

DISTRIBUZIONE:
la produzione di latte e derivati di qualità, secondo delle procedure d´igiene e di standard qualità definite (HACCP), la loro diversificazione, una buona politica dei prezzi e una strategia marketing adeguata, saranno i parametri decisivi per creare una rete dinamica di distribuzione.
L´analisi dei prodotti presenti sul mercato in Senegal dimostra che l´informazione del consumatore è molto importante, sopratutto il messaggio veicolato tramite l´imballaggio e la pubblicità.
Il progetto prevede di mettere a disposizione dei maggiori distributori dei mezzi di conservazione (frigoriferi) con il suo label per salvaguardare l´integrità del prodotto dall´unità di trasformazione alla fine della catena; il consumatore.
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PARTNER :

BUDGET :

Il costo complessivo del progetto è stimato a circa 1.000.000 €. L´ACSI per mezzo dei soci contribuisce fino al 50% del costo e provvederà, , alla ricerca di partner.
La realizzazione del progetto potrebbe coinvolgere attori competenti e rappresentativi del settore specifico, favorendo uno scambio d´esperienze e la valorizzazione delle tradizioni e conoscenze locali.
Ciò dovrà essere sostenibile, senza creare nel futuro nè dipendenza, nè assistenzialismo.